martedì 10 maggio 2011

MAFIA- Business e 'ndrina padana

Dai Mazzaferro ai Pesce, sono 25 le cosche lombarde.

La 'ndrangheta lombarda è diventata un vero e proprio esercito. Due presunti mafiosi, finiti in un'inchiesta che ha portato in carcere oltre 150 ‘ndranghetisti del Nord, si sono vantati del fatto che in Lombardia ci fossero «20 "locali" (le unità territoriali di base della mala calabrese ndr), in tutto 500 uomini».

Secondo quanto dichiarato dal procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, in una recente audizione nella commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia, «le locali (lombarde, ndr) sono almeno 25». Anche se sono solo 13 quelle individuate, che si spartiscono ricchi affari: dalle estorsioni all’usura, dal racket fino alla cocaina, dagli appalti pubblici al traffico di rifiuti speciali.

Secondo la relazione della commissione parlamentare antimafia, a Milano e nell’hinterland operano le cosche reggine e della Locride dei Pesce, Mazzaferro, Paviglianiti, Pangallo, Barbaro, Branca, Crisafulli, Flachi, Papalia, Criaco e Morabito.

A Monza imperano i Mancuso, gli Iamonte, ancora i Mazzaferro, i Pesce-Romeo, i Gallace-Novella, i Bruzzaniti e gli Arena.

A Varese, Como e Lecco ecco i Morabito, i soliti Mazzaferro, i Gattini e i De Stefano.

A Bergamo e Brescia risiedono i Facchineri, i Bellocco e gli onnipresenti Mazzaferro, che comandano anche nel pavese. Sono le cave, ovvero le buche da riempire con rifiuti tossici e speciali, il nuovo business ecologico della Lombardia nel quale le cosche calabresi stanno prendendo il posto della camorra.03 Maggio 2011

lettera43.it/dai-mazzaferro-ai-pesce-sono-almeno-25-le-cosche-lombarde

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