30 Aprile 2011
POTENZA - La Basilicata apre il suo forziere e mette sul piatto italiano le sue ricchezze. O meglio la sua ricchezza: l’oro nero. Il petrolio, quella risorsa di cui non è ricca, ma ricchissima. In tempi di crisi economica mondiale, di situazioni internazionali difficili e complesse proprio dal punto di vista energetico, la piccola regione del Sud decide di alzare la voce e di rivendicare quel ruolo che le spetta dal punto di vista energetico.
Un ruolo che ieri è stato messo nero su bianco nell’accordo firmato tra il Governo nazionale e la Regione Basilicata, primo atto delle nuove relazioni istituzionali e delle prospettive per il greggio lucano. Un’ intesa importante che - nelle intenzioni - dovrebbe consentire di portare infrastrutture, sviluppo, occupazione e centri internazionali di ricerca. Favorendo di fatto la competitività del territorio regionale ma anche un aumento delle trivellazioni del 10 per cento a partire dal 2015.
«Siamo coscienti che il nostro sforzo è inquadrato in un momento di “gelo finanziario, ma siamo anche coscienti che la Basilicata, in particolare per il settore energetico, non è un problema per l’Italia ma è una straordinaria opportunità - precisa il governatore lucano Vito De Filippo - In questo senso c'è un Mezzogiorno che riesce a dare un contributo formidabile al Paese. Il memorandum è un’espressione autorevole di due istituzioni e mi auguro che il percorso dei prossimi mesi sia adeguato a questo sforzo. Il metodo che stiamo mettendo in campo, infatti, è l’unico possibile per lo sfruttamento delle risorse petrolifere lucane e rappresenta inoltre uno straordinario banco di prova storico per tutti.
La Basilicata è una delle regioni più inaccessibili sulle grandi rete infrastrutturali ed è un nodo difficile e complesso che determina scarti in termini di relazioni territoriali gravissime per la nostra regione e per l’intero Mezzogiorno: il Governo sa che dall’accordo petrolifero potrebbe nascere un’ulteriore gamba finanziaria per lo sviluppo infrastrutturale del territorio lucano».
A evidenziare l’importanza dell’accordo anche il sottosegretario all’Istruzione, Guido Viceconte. «Si tratta di un memorandum di grande importanza e speciale prospettiva, tutto funzionale al Piano per il Sud e al federalismo fiscale - sottolinea il sottosegretario Viceconte - per questo non posso che auspicare che entro il luglio prossimo Governo e Regione Basilicata concludano un piano di sviluppo con scadenze precise e dati finanziari certi per la regione». Il sottosegretario ha, poi, spiegato che con l’intesa sarà possibile sostenere la ricerca ed ha evidenziato l’importanza dell’accordo con l’Università.
Insomma, un’intesa positiva. Un accordo importante che dimostra soprattutto quanto la Basilicata possa pesare in Italia sul piano energetico. Come confermano le parole del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia. «Gli eventi drammatici in Nord Africa dimostrano che è tempo di una rivalutazione delle produzioni nazionali di petrolio e gas e di porsi in un’ottica di sistema - evidenzia il sottosegretario Saglia - Per questo tra gli obiettivi da raggiungere c’è quello di fare dell’Italia un centro dei collegamenti energetici nel Mediterraneo. Non possiamo che auspicare questo: che nell’ambito dell’attuazione dell’intesa la Basilicata diventi sede di importanti organismi nazionali e internazionali». Un obiettivo che i lucani sperano possa arrivare prima possibile.
lagazzettadelmezzogiorno.it/

Nessun commento:
Posta un commento