Un decreto incostituzionale da rispedire al mittente Terra - Quotidiano di informazione pulita
IN FONDO. Il provvedimento “per lo sviluppo” approvato dal governo è disomogeneo e invasivo delle competenze di Regioni e Comuni. Viola la Carta e la legge 400/88.
Non è sviluppo, è saccheggio del territorio, è cancellazione di ogni regola tesa a salvaguardare gli interessi collettivi, è resa alle lobby più arretrate e conservatrici che intendono lo sviluppo come arricchimento attraverso la rapina e il saccheggio dei beni pubblici. è violazione clamorosa della Costituzione e della legge 400/88 che disciplina il contenuto dei decreti legge. Il decreto approvato ieri giovedì dal Consiglio dei ministri potrebbe essere condensato in un unico articolo che recita: ciascuno, del territorio, può fare ciò che vuole e per questo non può essere perseguito dalla legge. È bene ricordare che il Presidente della Repubblica, in occasione della promulgazione dell’ultimo decreto milleproroghe, aveva ricordato la necessità di ricondurre «la decretazione d’urgenza nell’ambito proprio di una fonte normativa straordinaria ed eccezionale, nel rispetto dell’equilibrio tra i poteri e delle competenze del Parlamento, organo titolare in via ordinaria della funzione legislativa».
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