domenica 8 maggio 2011

TRAFFICI SEGRETI- Rifiuti molto privati. Dove finisce la spazzatura di Napoli?

Approda in Sicilia.
La soluzione per tenera Napoli pulita è trasportare i rifiuti in Sicilia. Lo ha svelato un'inchiesta di Michele Schinella pubblicata dal settimanale siciliano Centonove. Ogni giorno, ha scritto il giornalista siciliano, 500 tonnellate di rifiuti sono scaricati a Mazzarà Sant'Andrea in provincia di Messina. La decisione del trasporto dell'immondizia dalla Campania all'isola governata da Raffaele Lombardo rislae al 17 gennaio, ma di questo strano flusso di spazzatura, nessuno sembra sapere nulla.

Vincenzo Emanuele, dirigente generale del dipartimento rifiuti della regione Sicilia e Giosuè Marino, ex prefetto e attuale assessore regionale all’energia, sostengono che «c’è solo un passaggio di 25 tonnellate, in accordo con la Campania».
Il direttore della Sap.Na
, la società pubblica che gestisce il ciclo di rifiuti a Napoli, Giovanni Perillo, afferma, invece, che addirittura «c’è l’autorizzazione scritta», ma non ricorda il nome del suo omologo siciliano che possa confermare la presunta intesa.

PAX DEI RIFIUTI. La pax della spazzatura è stata siglata per 200 euro ogni tonnellata di rifiuti: la Sap.Na ha infatti siglato un contratto con un gruppo di società private: la ditta Vincenzo D’Angelo di Alcamo e la Profineco di Palermo. Ogni giorno arrivano in Sicilia circa 100 camion da Giugliano e Tufino, nonostante l'ex assessore all’ambiente Pier Carmelo Russo, predecessore di Giosuè Marino nel 2010 avesse dichiarato: «La carenza di discariche nell'isola ci potrebbe obbligare a breve a trasportare i rifiuti fuori regione». Ma senza il carico di 26 tonnellate di rifiuti dalla Campania, «Napoli sarebbe di nuovo in ginocchio», come ha dichiarato Perillo.

Dopo essersi aggiudicato la ghiotta commessa fruttata da 5 milioni di euro, D’Angelo sta lavorando «per firmare un accordo da 2 mila tonnellate di rifiuti al giorno», nonostante in precedenza Puglia e Spagna avessero rifiutato di ricevere la spazzatura «per la difficoltà di sapere con certezza cosa contengano i rifiuti che escono dagli impianti di tritovagliatura».

«Un nostro tecnico è stato a Napoli. Ha accertato che si tratta di rifiuti che grazie al trattamento di tritovagliatura è divenuto speciale e quindi, per legge, trasportabile liberamente anche fuori regione, senza che sia necessario un accordo tra regioni» il commento di Giuseppino Innocenti, amministratore delegato di Tirreomabiente, la società che gestisce la discarica di Mazzarà.

CONTRADDIZIONI. «Lo sanno tutti che i due Stir non trasformano realmente i rifiuti in sostanze innocue. Tritarli non significa biostabilizzarli, come imporrebbe la legge, per impedire che producano sostanze tossiche» ha fatto sapere Pina Elmo, dell'associazione Rete campana salute e ambiente, protagonista da anni di lotte per la legalità nello smaltimento dei rifiuti.
Intanto Il dirigente del Dipartimento ambiente della provincia di Messina,
competente per i controlli sui rifiuti, Carolina Musumeci, cade dalle nuvole: «Non ne sappiamo niente». E Antonino Marchese, direttore dell’Arpa di Messina non è stato neanche messo a conoscenza dalle questione: «Non so nulla dei rifiuti che arrivano dalla Campania. Nessuno ci ha chiamato per fare esami o analisi».14 Aprile 2011

lettera43.it/dove-finisce-la-spazzatura-di-napoli-approda-in-sicilia

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