domenica 8 maggio 2011

EMERGENZA RIFIUTI- Acerra, verità da smaltire. Perché il termovalorizzatore campano è nato già “vecchio”.


Termovalorizzatore di Acerra
 Era stato costruito per bruciare solo rifiuti trattati e secchi, ma le continue emergenze e il fallimento della raccolta differenziata hanno imposto fin dall’inizio di bruciare nei tre forni del termovalorizzatore di Acerra anche le tonnellate di immondizia che invadevano le strade di Napoli e provincia.

CALORE SOPRA I LIMITI. Temperature altissime (più alte del consentito), rivestimenti che si sono staccati dalle pareti e che hanno imposto lavori di risanamento delicati e costosi, problemi di sicurezza, polemiche sull’inquinamento: da quando è entrato (si fa per dire) in funzione, solennemente inaugurato dal presidente Berlusconi nel marzo del 2009, non ha mai funzionato a pieno regime.

L'APPALTO PIÙ ECONOMICO. Una storia ultra-contestata, quella del termovalorizzatore. Iniziata male, con un appalto in cui a vincere sui concorrenti non fu il progetto giudicato tecnicamente migliore, ma quello che costava di meno e si realizzava in minor tempo. Una storia di processi e sequestri, di ombre e sospetti, e perfino di ex soci di ditte incaricate di trasportare le scorie che risultarono condannati per traffico illecito di rifiuti tossici.
Da qualche giorno,
terminati i lavori di adeguamento, l’impianto appare finalmente funzionante con le sue tre linee, finora attive solo a singhiozzo. Un respiro di sollievo, per la Partenope ambiente (cioè la A2A, la società mista del Comune di Milano e di Brescia con imprenditori privati) che da un anno gestisce l’impianto.07 Maggio 2011

lettera43.it/perche-il-grande-termovalorizzatore-campano-e-nato-gia-vecchio

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