La Francia riconosce i ribelli. Dispersi due reporter stranieri nella zona di Zawiyah. Caccia di Gheddafi su Ras Lanuf.
Roma, 10 mar. (TMNews) - La Francia ha riconosciuto "come rappresentante legittimo del popolo libico il Consiglio nazionale provvisorio". Lo hanno riferito gli emissari di Bengasi dopo l'incontro avuto all'Eliseo con il presidente francese Nicolas Sarkozy. Una notizia che ha immediatamente provocato le ire di Tripoli che ha fatto sapere che un "grave segreto" farà cadere Sarkozy o ne causerà comunque il rinvio a giudizio.
Secondo le prime ricostruzioni la notizia, diffusa dall'agenzia libica Jana, farebbe riferimento a dei presunti finanziamenti elettorali illeciti. Anche da Strasburgo nel frattempo è arrivata la richiesta, in una risoluzione approvata a larghissima maggioranza dal parlamento Ue, che i governi del Vecchio continente riconoscano le autorità ribelli e lavorino per la costituzione di una no-fly-zone sui cieli libici.
Intanto un cacciabombardiere dell'aviazione militare libica ha colpito delle posizioni ribelli a est di Ras Lanuf, centro petrolifero controllato dalle truppe anti-governative. Intanto il presidente del Consiglio nazionale dei ribelli libici, Mustafa Abdel Jalil, ha chiesto l'intervento della comunità internazionale per fronteggiare la repressione di Gheddafi. "In mancanza di una no-fly zone - ha detto - annienterà il popolo libico". Da domenica risultano inoltre dispersi nella zona di Zawiyah un reporter del Guardian e uno del quotidiano brasiliano Estado de Sao Paulo.
Un appello rivolto soprattutto a Nato e Unione europea, impegnati a Bruxelles in una maratona diplomatica tra i ministri degli Esteri Ue e della Difesa Nato, e successivamente dei capi di Stato e governo dell'Ue sugli strumenti per rispondere alla crisi libica e alle sue potenziali devastanti ripercussioni sull'Occidente.
Nel frattempo la Russia, che all'Onu potrebbe bloccare una risoluzione del Consiglio di sicurezza per una no-fly zone, ha firmato il decreto di embargo sulla vendita di armi a Gheddafi: l'embargo fa parte delle sanzioni stabilite dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu contro Tripoli.
tmnews.it/tripoli minaccia parigi

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