Roma, 01-03-2011
Accelera l'inflazione a febbraio, fino al record dal novembre 2008. L'indice dei prezzi al consumo dell'intera collettività (Nic), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Lo rileva l'Istat che ha diffuso oggi le stime provvisorie.
L'accelerazione di febbraio è trainata dai prezzi degli energetici non regolamentati (benzina, gasolio, gpl, gasolio da riscaldamento) che su mese registra un incremento dell'1,2% e sull'anno del 14,6%, e dai beni alimentari che crescono dello 0,3% su mese e del 2% su anno.
L'inflazione acquisita per il 2011, prosegue l'Istat, è pari all'1,5%. L`inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è pari all`1,7%, in accelerazione rispetto all'1,4% di gennaio 2011. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell`indice dei prezzi al consumo è pari all'1,8% (era +1,5% di gennaio 2011). Sul piano tendenziale, la crescita dei prezzi dei beni sale al 2,6% dal 2,5% del mese precedente, mentre quella dei prezzi dei servizi si porta all`1,9%, con un`accelerazione di quattro decimi di punto percentuale rispetto
a gennaio 2011 (+1,5%).
Inflazione in salita al 2,4% nell'area euro a febbraio, in crescita dal 2,3% di gennaio, secondo la stima flash di Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea.
Ue: "La ripresa accelera, ma in Italia resta moderata"La ripresa in Europa guadagna terreno mentre cresce l'allarme inflazione, anche per i rischi legati agli attuali sviluppi politici nel Nord Africa e in Medio Oriente. Lo rende noto la Commissione Ue, che ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita della Ue e dell'Eurozona, rispettivamente all'1,8% e all'1,6%. Bene la Germania (+2,4%). La previsione per l'Italia resta invece invariata all'1,1%, lo stesso livello del 2010, con Bruxelles che parla di 'ripresa moderata'. Riviste invece al rialzo le previsioni di Francia (+1,7%), Olanda (+1,7%), Spagna (+0,7%) e Polonia (+4,1%).
Quanto all'allarme, le ultime previsioni della Commissione Ue indicano per il 2011 un balzo in avanti di quattro punti rispetto alle precedenti stime sia nell'Eurozona sia nella Ue-27, che chiuderanno l'anno rispettivamente al 2,2% e al 2,5%. Sul banco degli imputati soprattutto l'aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime, oltre ai conflitti esplosi nel Nord Africa e in Medio Oriente.
Il tasso di disoccupazione nei 17 Paesi dell'Eurozona, infine, ha registrato a gennaio una lieve flessione rispetto a dicembre 2010, passando dal 10 al 9,9%.
Lo ha reso noto Eurostat. Andamento analogo è stato registrato nel complesso dell'Ue, dove la disoccupazione è scesa dal 9,6 al 9,5%. Le stime dell'Istituto europeo di statistica indicano che nei 27 Paesi Ue i senza lavoro, lo scorso gennaio, erano poco più di 23 milioni, di cui 15,7 nei soli Paesi dell'Eurozona.
Rispetto al mese precedente è stata registrata una flessione di 43.000 unità nell'Ue a 27, e di 72.000 unità nell'Ue a 17.
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