giovedì 17 marzo 2011

150 anni dell'unità sulla stampa estera. L'Italia vista da lontano: divisa, brontolona, faziosa

"L'Italia ancora in cerca di una storia condivisa". Il titolo di Le Monde in prima pagina sintetizza la chiave di lettura prevalente, sulla stampa internazionale, per i 150 anni dell'Unità italiana.

Paese giovane
"Dopo vive polemiche, questa data è stata scelta per commemorare l'unità della Penisola e tentare di coinvolgere gli italiani in una storia comune. Un secolo e mezzo - scrive il quotidiano francese - è ben poco per costruire una nazione. Ci sono voluti una decina di secoli alla Francia - dai carolingi ai rivoluzionari del 1789 - per riuscirci e imporre dei miti, delle figure, dei punti di riferimento che non sono piu', o quasi più, oggetto di controversia".

Stato senza nazione
"Per il momento, questo anniversario - continua Le Monde - permette ai transalpini di misurare piu' quello che continua a dividerli che quello che li avvicina. Se la lingua e' stata unificata, se l'identità italiana (attaccamento alla famiglia e al territorio) si è costruita dalle Alpi alla Sicilia, se la democrazia si è imposta nonostante il 'ventennio' fascista e le violenze terroristiche degli 'anni di piombo', l'Italia resta in diversi campi, per dirla con lo storico Manlio Graziano, uno stato senza nazione".

No mood no party
Con l'immancabile ironia british accompagnata da una certa dose di sarcasmo che sempre accompagna le italiache cronache nella perfida Albione, anche Bbc vede un'Italia che insossa "il vestito della festa", che "è tutt'altro che unita", piena com'è di "scandali, lotte politiche interne e divisioni".

E' un Italia che può andare ancora orgogliosa per la "sua bellezza abbondante, per l'arte, il cibo e l'architettura; ma gli italiani hanno il loro primo ministro sotto processo, i manifestanti anti-governativi per le strade e una economia che va avanti come un subacqueo zavorrato da stivali sul fondo del mare". Per il corrispondente Duncan Kennedy poco a poco Roma perde  potere e centralità e l'ascesa della Lega Nord e dei partiti locali nel Sud incrina il sentimento unitario. Inevitabile la citazione del D'Azeglio ("Abbiamo fatto l'Italia, ora dobbiamo fare gli italiani") per dire che dopo un "secolo e mezzo, il suo obiettivo è ancora un work in progress".

Inno di Mameli? No, elegia
Va giù duro il New York Times: macché 150esimo anniversario dell'unità, questo resta "un Paese piu' diviso che mai, politicamente, geograficamente ed economicamente". In un reportage da Bolzano l' "aria dell'unita' d'Italia suona anche come un'elegia" perché qui, nella provincia autonoma, il presidente Luis Durnwalder racconta al New York Times quello che ha già detto più volte a tutti: lui non ha ragione alcuna per celebrare l'unità d'Italia: "Siamo stati strappati all'Austria contro il nostro volere" ha detto. Peccato che né Durnwalder né il Nyt ricordino quello che l'Italia ha garantito alla minoranza tedesca anche in termini di vantaggi fiscali, oltreché di tutele culturali e linguistiche.
 
Il servizio, nel riferire le diverse posizioni e le marcate divisioni esistenti tra Pdl, Lega e centrosinistra sulla festa dei 150 anni, riferisce il giudizio del musicologo Gioacchino Lanza Tomasi, figlio dell'autore del 'Gattopardo' Giuseppe Tomasi di Lampedusa. "L'Italia - sostiene - non è mai stata così divisa".
 17-03-2011

rainews24.rai.it/italia stampa estera

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