lunedì 3 ottobre 2011

Dalla P2 alla P4. La scandalosa “Santa Alleanza” tra massoneria deviata, Vaticano e i “berluscones”

C’è un filo rosso “cardinalizio” che lega le sorti e le attività dei protagonisti dalla P2 alla P4, in 40 anni di storia repubblicana. E’ la perversa, strana, devastante ed anticostituzionale “Santa Alleanza” tra gli ambienti della massoneria deviata, i vertici del Vaticano, alcuni settori del potere politico e affaristico un tempo socialista e democristiano, ultimamente orbitante nell’area del berlusconismo, ma con addentellati anche in salotti ben frequentati del centrosinistra.

Una denuncia della tentacolare rete di potere e dei pericoli per il sistema democratico l’avevamo anticipata un anno fa su questo sito (“Stragi, mafia e P2. Chi c’è dietro la Santa Alleanza”, 4/6/2010). La politica, specie quella di centrosinistra, dopo un primo momento di indignazione, fece “spallucce”, come accadde alla metà degli anni Settanta, quando in pochissimi giornalisti denunciavamo i pericoli della loggia P2.

Proprio 30 anni fa (il 17 marzo 1981) vennero alla luce a Castiglion Fibocchi (Arezzo), grazie ai magistrati di Milano, Gherardo Colombo e Giuliano Turone che indagavano sullo “scandalo Sindona”, gli elenchi della loggia segreta P2, diretta dal Maestro venerabile Licio Gelli, ex-repubblichino, neofascista, amico di potenti di mezzo mondo, di politici italiani, e frequentatore degli ambienti dei servizi segreti deviati. Nella lista, piuttosto “taroccata” (solo 962 nomi, rispetto ai 2.400 registrati originariamente), furono rinvenuti alti ufficiali delle forze armate, dei Carabinieri e della Guardia di finanza, politici di tutti i colori da destra a sinistra, uomini d’affari (tra cui “l’emergente” Silvio Berlusconi), grand commis dello stato, ecclesiastici. Più che la vastità dei nomi, colpiva la rete a cerchi concentrici.

Non tutti sapevano degli altri, ma alcuni avevano la possibilità di estendere le conoscenze da un “cerchio” all’altro. Era da almeno 6 anni che in 4/5 giornalisti svolgevamo inchieste contro questo “cancro della democrazia”, osteggiati da magistrati, forze dell’ordine e servizi segreti, derisi dai partiti di sinistra (PCI e PSI).

Se, in seguito al rapimento e all’assassinio del leader DC, Aldo Moro da parte delle BR, ma “gestito” da settori deviati dei servizi e da esponenti piduisti, non fossero intervenuti alcuni settori della massoneria internazionale, sotto l’egida della Trilaterale,e il “corpo sano” paramassonico di alcuni “poteri forti” italiani, lo scandalo difficilmente sarebbe uscito alla luce, deflagrando nella “morta gora” del regime del vecchio “centrosinistra”, guidata dal CAF (Craxi, Andreoti, Forlani); ma sarebbe restato solo un filone di inchiesta di quel manipolo di giornalisti, visti come i soliti “rompiscatole”, i “dietrologi”, dai partiti del cosiddetto “arco costituzionale”. Dopo lo scandalo, il Parlamento istituì una Commissione d’inchiesta, presieduta dalla democristiana, ex-partigiana , Tina Anselmi, che nel 1984 decretò la loggia P2 come “un’associazione segreta, costituita per sovvertire l’ordine democratica e costituzionale” e ritenne gli elenchi “veritieri”. Alcuni degli iscritti furono perseguiti, specie nelle forze armate e dell’ordine. La maggior parte, però, ricorse alla giustizia civile e ai tribunali amministrativi. Riuscirono a “rifarsi una verginità”. La P2 e i suoi elenchi furono immersi in una nube solfurea di oblio.

articolo21.org/LEGGI TUTTO

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