martedì 10 maggio 2011

TERREMOTO L'11 MAGGIO. GIULIANI: "È TUTTO FALSO"

10 Maggio 2011
ROMA – E’ domani il giorno in cui è previsto il terremoto capitolino. Dopo tanto parlarne, la data fatidica è ormai vicinissima. Ma c’è chi, come Alessandro Amato dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), assicura che ''Nessuno hai mai previsto che l'11 maggio del 2011 ci sarà un terremoto a Roma. Neanche Bendandi l'ha mai fatto. Infatti non ci sono documenti che lo dimostrino. Nella storia ci sono una moltitudine di previsioni da 'fine del mondo', e mai si sono avverate, semplicemente perchè un terremoto non si può prevedere'', ha continuato Amato. C’è anche da dire che Roma si trova “al di fuori della fascia più a rischio terremoti. Nel Lazio le aree a maggior rischio sono quelle della provincia di Rieti e quella della provincia di Frosinone''.

In realtà un piccolo terremoto nella Capitale c’è stato. ''Il 12 maggio del 2009, nel periodo della crisi sismica in Abruzzo, c'e' stato per davvero un terremoto a Roma. All'inizio - ha spiegato Amato - si pensava fosse una replica arrivata da L'Aquila, in realtà si è trattato di un sisma localizzato a Roma, sotto il Vaticano, in zona Prati. Un terremoto di 2.1 nella scala Mercalli, avvertito dalla popolazione perché è stato superficiale, cioè a circa 10 chilometri di profondità''.

CALL CENTER TRANQUILLIZZA ROMANI Per affrontare con serenità l'11 maggio, data in cui una leggenda metropolitana vuole che vi sia un sisma che raderà al suolo Roma, il Campidoglio utilizza lo 060606 per tranquillizzare i cittadini. Chiunque, per paura o curiosità, chiamerà tra oggi e domani il numero di servizio di Roma Capitale troverà personale informato e pronto a tranquillizzare tutti sulla mancanza di dati scientifici a supporto di questa potenziale emergenza. Per una maggiore informazione, il personale che risponderà rimanderà il cittadino al sito http://www.protezionecivileroma/capitale.it o al numero verde 800854854. Sull'home page del sito ci saranno tre punti linkabili: il primo dice che i terremoti non si possono prevedere. Il secondo rimanda a un link dell' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che domani ha organizzato un open day, e cioè un convegno dalle 10 alle 20 dal titolo «Conoscere e prevenire aiuta ad avere meno paura». Infine, cliccando sul terzo punto è possibile informarsi sulla mappa sismica di Roma.
ESPOSTO CODACONS Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro tutti quei soggetti (blog, siti web, tv, radio, giornali, ecc.) che hanno in qualsiasi modo diffuso e alimentato la notizia del terremoto che dovrebbe verificarsi domani nella capitale. L'associazione di consumatori ipotizza il procurato allarme e l'abuso di credulità popolare. «Si tratta di una bufala priva di qualsiasi fondamento scientifico, che sta generando allarme in molti cittadini romani, contribuendo all'insorgere di paure e ansie del tutto ingiustificate - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Una frottola che ha trovato credibilità nutrendosi della tragedia del terremoto dell'Aquila di due anni fa, e che porterà domani molti cittadini ad allontanarsi dalla capitale per paura di improbabili catastrofi». «Non sappiamo chi possa guadagnarci da tutto ciò, ma riteniamo siano ravvisabili ipotesi penalmente rilevanti come procurato allarme e abuso della credulità popolare. Per tale motivo - prosegue Rienzi - abbiamo deciso di chiedere alla Procura di aprire una inchiesta, per accertare i fatti e le connesse responsabilità».
GIULIANI: TUTTO FALSO «La previsione di Bendandi è falsa, è stata creata ad arte per portare scompiglio. Non è scritta su nessun documento». Così Giampaolo Giuliani - noto per le polemiche suscitate dalle sue previsioni in merito al terremoto dell'Aquila - commenta la profezia di Raffaele Bendandi su un sisma devastante che domani colpirebbe Roma. «Il problema è che gli italiani non sono cresciuti con la cultura della previsione sismica, altrimenti non si scatenerebbe ogni volta il panico», prosegue Giuliani, intervistato dal giornale online AbExpress.it. «Nell'eventualità remota di un terremoto nella Capitale, quattro-cinque milioni di persone non saprebbero come comportarsi. Servono prevenzione e mitigazione del rischio sismico». Il ricercatore ha anche analizzato i documenti dello studioso Bendandi. «Ho cercato di capire il metodo applicato nel fare i calcoli. Non ci sono date e, volendo trovare un senso, c'è la probabilità che un evento sismico avvenga in giugno nel bacino del Mediterraneo», conclude Giuliani.

TRENTA TERREMOTI C’è anche chi sostiene che l’11 maggio non ci sarà un terremoto a Roma: ce ne saranno 30 in tutta Italia. Attenzione, però, non si tratta di una previsione, ma di un semplice dato statistico. Trenta, infatti, è il numero medio di terremoti che vengono rilevati quotidianamente nel nostro paese. A fornire questi dati è sempre l’Ingv che, proprio nel giorno in cui si dovrebbe verificare il devastante terremoto nella capitale secondo notizie circolate su web, organizza una giornata di informazione scientifica e apre le porte a tutti i cittadini. La sede in via di Vigna Murata 605, a Roma, sarà aperta per tutti dalle ore 10 alle ore 20. Tutto è nato da una voce secondo la quale Raffaele Bendandi, un autodidatta che elaborò una sua teoria sulle cause dei terremoti basata sull'idea che la Luna e gli altri pianeti del sistema solare siano la causa dei movimenti della crosta terrestre, avrebbe predetto che l’11 maggio del 2011 Roma sarà scossa da un violentissimo terremoto. La causa risiederebbe in un allineamento dei pianeti del sistema solare che si verificherà proprio quel giorno. Bendandi è morto nel 1979 lasciando numerosi scritti, ma la curatrice del fondo a lui dedicato ha detto pubblicamente che nelle carte non si cita mai né il 2011 né Roma.

La voce però, amplificata da Internet, ha scatenato una psicosi collettiva: molte persone progettano fughe dalla capitale per quel giorno. “Noi ne approfittiamo – spiega Concetta Nostro, sismologa e organizzatrice dell’evento – per fare informazione. L’11 maggio abbiamo messo in piedi un open day con visite guidate, incontri a tema, distribuzione di materiale”. Su Youtube c’è anche un filmato sull’11 maggio, si trova sul canale ingvterremoti. "Da un anno a questa parte - spiega Nostro - stiamo cambiando il modo di fare comunicazione. Oggi dobbiamo essere presenti sulla stessa piattaforma su cui si muove il grosso della comunicazione". Per Giulio Selvaggi dell’Ingv l'11 maggio dovrebbe essere l'occasione per riflettere ulteriormente su quanta poca prevenzione si faccia in Italia, nonostante questa sia l'unica via per evitare catastrofi. ''L'impatto dei terremoti in Italia - ha detto – è più vicino a quello dei paesi meno sviluppati. Il rapporto vittime, popolazione esposta a grado del terremoto è del 5 per cento. In altre parole, nel nostro paese, così come in quelli meno sviluppati, di fronte a un terremoto di 8 gradi nella scala Mercalli il numero delle vittime sarebbe di 5 su 100 colpiti''. Questo perchè non si fa prevenzione. ''Basta pensare ai costi per la ricostruzione'', ha detto Selvaggi. ''Dal 1968 a oggi l'Italia ha speso, escluso il terremoto dell'Abruzzo le cui stime devono ancora essere fatte, all'incirca 130 miliardi di euro - ha continuato lo scienziato - a fronte dei 2 miliardi di euro spesi in prevenzione''. E neanche il miliardo di euro messo a disposizione dal Governo per i prossimi 7 anni servirà a cambiare la situazione tragica del nostro paese. ''Non e' sufficiente un investimento di questo tipo'', ha concluso Selvaggi.

leggo.it/terremoto roma tutto falso

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