Tripoli minaccia: Colpiremo navi e aerei civili nel Mediterraneo. Il Consiglio di sicurezza voterà nelle prossime ore.
17 mar. (TMNews)
L'avanzata sul terreno di Gheddafi spinge la diplomazia internazionale ad accelerare i tempi: il Consiglio di Sicurezza voterà nelle prossime ore su un intervento militare in Libia, o comunque per la messa in sicurezza dello spazio aereo, e anche gli Stati Uniti difendono ormai l'opzione della no fly zone per contrastare i bombardamenti del regime contro la popolazione civile.
In un discorso rivolto in particolare agli abitanti di Bengasi, la roccaforte dei rivoltosi nella Cirenaica, Gheddafi ha annunciato che la sua aviazione attaccherà stanotte: "Preparatevi, stiamo arrivando" ha detto il colonnello, in un messaggio audio diffuso dalla tv libica. Gheddafi ha lanciato l'ultimo appello: "Chi consegnerà le armi e si darà alla fuga non dovrà temere - ha dichiarato - non sarà perseguito".
Il Ministero della Difesa libico ha poi minacciato di attaccare il traffico aereo e marittimo sul Mediterraneo in caso di intervento militare estero nel Paese: "Ogni operazione militare estera contro la Libia metterà a rischio tutto il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo, e ogni mezzo mobile civile o militare sarà obbiettivo di una controffensiva libica" ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa di Tripoli, citato dalla Jana.
Secondo la tv di Stato, l'esercito e i miliziani avrebbero ormai riconquistato Misurata e sarebbero ormai giunti alle porte del capoluogo della Cirenaica anche via terra. L'aeroporto di Zuwaytinah, 150 chilometri a sud di Bengasi, è stato bombardato in mattinata dall'aviazione militare del rais come raccontato dall'emittente Al Jazeera. Il braccio armato dell'opposizione del 17 febbraio ha smentito che vi siano combattimenti nei pressi della città, affermando di aver abbattuto un caccia nel corso di un tentativo di bombardamento.
Gli ultimi sviluppi accorciano comunque il respiro della diplomazia, come ha sintetizzato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen: "Prima l'Onu riuscirà a raggiungere un accordo" sulla Libia "meglio sarà", ha scritto sulla sua pagina Facebook, in ogni caso l'Alleanza è "pronta ad agire per proteggere la popolazione civile dagli attacchi del regime".
Anche gli Stati Uniti, dopo le titubanze delle ultime settimane, si sono schierati apertamente a favore della messa in sicurezza dello spazio aereo. "Vogliamo convincere il Consiglio di Sicurezza ad autorizzare diverse azioni" contro il regime di Gheddafi, ha detto il segretario di Stato Usa Hillary Clinton in visita a Tunisi, "compresa l'imposizione di una no fly zone".
Nell'ultima versione della bozza in discussione all'Onu è previsto il "divieto di sorvolo per tutti i voli" nello spazio aereo libico. Stando al testo di cui la France Presse ha ottenuto una copia, la protezione internazionale dovrebbe essere estesa anche al capoluogo della Cirenaica e i paesi arabi saranno chiamati a "collaborare" all'applicazione della no fly zone. Fonti diplomatiche hanno suggerito all'agenzia di stampa francese che, con il via libera del palazzo di Vetro, potrebbero partire in nottata anche raid aerei mirati contro le postazioni militari del colonnello. Il voto dovrebbe arrivare alle 18 di New York (le 23 in Italia).
tmnews.it/Onu verso raid militari su Libia

Nessun commento:
Posta un commento