venerdì 4 marzo 2011

Berlusconi contestato a Helsinki "Rimpasto? Non poi così vicino"

"Qui il baciamano non funziona": questo uno cartelli ironici con cui il presidente del consiglio italiano è stato accolto dai manifestanti al vertice del Ppe. A difendere il premier è intervenuto, da Mosca, Vladimir Putin: "Il presidente italiano non pensa solo alle ragazze"

HELSINKI - Ha dissolto l'ipotesi di un rimpasto ("Non credo sia così prossimo"), ha applaudito Napolitano sui tagli indiscriminati alla spesa pubblica ("parole appropriate, non bisogna intervenire col machete ma con prudenza e saggezza"), ha anticipato l'aumento dei sottosegretari con un ddl ad hoc e ha annunciato che la proposta di legge sulla prescrizione breve sarà ritirata. Prima però Silvio Berlusconi, a Helsinki, in Finlandia, per il verti del Ppe, ha dovuto incassare una contestazione da parte di manifestanti che esponeva cartelli assai ironici: "Giu le mani dalla nipote di Babbo Natale" e "Qui il baciamano non funziona", quest'ultimo con un chiaro riferimento all'omaggio reso un anno fa dal Cavaliere a Muammar Gheddafi. Tutti in italiano, esposti da un gruppo di contestatori che attendeva l'arrivo del presidente del Consiglio al vertice dei leader del Partito Popolare Europeo nella capitale finlandese.

La contestazione. Il gruppo, una cinquantina di persone, la maggior parte delle quali italiane, è stato allontanato dalla polizia che staziona nei pressi dell'hotel che ospita la riunione in pieno centro ad Helsinki. Oltre al gruppo 'italiano' in strada, malgrado la temperatura rigidissima, erano presenti altre due 'formazioni' che protestavano contro il governo finlandese e contro l'Unione Europea. Tra gli striscioni spiccava uno con l'immagine del premier, ritratto in abito scuro, e la scritta in rosso 'Don Silvio' con una chiara allusione al film 'Il padrino'. Anche alcuni cori hanno paragonato il premier italiano al leader libico. "Il nostro amico Silvio Berlusconi non è interessato solo alle ragazze", ha detto, dal canto suo, Vladimir Putin, come riporta l'agenzia Ria Novosti. Il presidente del consiglio italiano, ha fatto notare il collega russo parlando a una riunione del suo partito, è ad esempio impegnato nella soluzione di problemi ecologici.

Più sottosegretari per decreto. Il premier ha annunciato che il suo governo presenterà un disegno di legge per consentire l'aumento del numero dei sottosegretari, aggiungendo che il rimpasto non sarà realizzato martedì prossimo. "Non credo che sarà così prossimo - ha detto Berlusconi ai giornalisti che chiedevano se il rimpasto ci sarà martedì - dobbiamo però aumentare il numero di sottosegretari e stiamo preparando un disegno di legge a riguardo". "Essendo chiamati ad una presenza continua durante le votazioni - ha spiegato Berlusconi - abbiamo bisogno che il numero di sottosegretari aumenti".  Sul rimpasto "è tutto tranquillo e non c'è nessun problema" e "ho mostrato a qualcuno i nostri sondaggi che, per quanto mi riguarda mi danno al 51%" dei consensi. Abbiamo una buona maggioranza con 23 persone in più - ha detto -, quindi possiamo lavorare non solo sulle leggi amministrative ma anche sulle riforme".

"Giustizia, la riforma è pronta". Il testo di riforma costituzionale della giustizia è già pronto, ha spiegato il premier. Alla domanda se il testo sia già pronto, ha risposto così: "Assolutamente sì, siamo già d'accordo su tutti i punti principali. Poi sarà, naturalmente, il Parlamento ad approfondire, discutere ed introdurre eventualmente innovazioni più profonde".

"Libia, serve un piano Marshall". "Siamo tutti concordi che dobbiamo muoverci insieme e che l'Europa deve preparare un Piano Marshall di sostegno di tutti i Paesi che stanno compiendo questo cambiamento", ha detto Berlusconi al termine del vertice. "Io ho parlato del piano umanitario che stiamo realizzando e ho invitato gli altri Paesi a fare altrettanto: c'è stato totale accordo", ha così sintetizzato. La questione immigrati, legata alla crisi in Nord Africa, "non è un problema solo dei paesi del Mediterraneo, ma di tutta l'Europa in generale", ha aggiunto, spiegando che il problema sarà posto al prossimo vertice dei 27 a Bruxelles. "Ne abbiamo parlato - ha detto Berlusconi riferendosi ai colloqui durante il vertice - e sia noi che la Grecia che Malta abbiamo chiarito che non si tratta di un problema solo dei paesi del Mediterraneo, ma di tutta l'Europa in generale. Su questo - ha aggiunto - non c'è stata alcuna distonia da parte degli altri paesi". Berlusconi ha ribadito che l'Europa "deve stare vicino" ai paesi del Nord Africa e "deve dare necessariamente un aiuto alla Libia, alla Tunisia e all'Egitto per quella che si spera sia una transizione verso la democrazia".
Libia, il problema delle quote in Italia. Grande prudenza del presidente del Consiglio sul delicatissimo tema del congelamento dei beni libici in Italia, o meglio delle partecipazioni di Tripoli in importanti società italiane come Unicredit, Finmeccanica o Eni. "Occorre distinguere bene sulle partecipazioni della Libia in quanto popolo libico e le partecipazioni che invece sono attinenti ad una famiglia: quindi staremo molto attenti ad una distinzione", ha spiegato in serata Berlusconi, ribadendo l'attenzione con cui il Governo guarda alla possibilità che si possano congelare non solo i beni della famiglia Gheddafi o del suo entourage (come chiede la direttiva europea) ma anche le partecipazioni dei fondi sovrani e della banca di Libia. Berlusconi ha comunque confermato che serve un cambiamento "come quelli avvenuti in Tunisia e in Egitto verso una democrazia che consenta di mantenere la relazione di preminenza per la nostra economia".
 4 marzo 2011

 repubblica.it/

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