martedì 1 febbraio 2011

MERCATI- Petrolio ai massimi dal 2008 ma Wall Street continua la corsa

La crisi egiziana pesa sui mercati che si riequilibrano grazie a Wall Street e ai dati macro Usa e di alcune trimestrali "pesanti". Titoli Fiat in ribasso, poi la ripresa grazie ai numeri del bilancio Chrysler

MILANO - Continua a tenere banco anche sui mercati l'allarme per la crisi egiziana. Oggi in particolare è schizzato oltre quota 100 dollari il prezzo del greggio, nel timore che ci possano essere ripercussioni sul traffico attraverso il Canale di Suez: a Londra il Brent viene quotato a 100 dollari il barile, una soglia che non toccava dal primo ottobre 2008.

Più pacata la reazione delle Borse, che hanno chiuso contrastate in Europa: meno 0,31% Londra, e quasi altrettanto (meno 0,36%) Francoforte, mentre Parigi ha concluso gli scambi praticamente invariata (più 0,08%) e Milano ha guadagnato lo 0,12%. A livello macro-economico, nell'Eurozona si è registrato un nuovo balzo in avanti dell'inflazione, salita del 2,4% a gennaio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Negli Stati Uniti invece l'indice degli acquisti di Chicago è salito in gennaio a quota 68,8 punti, a un ritmo ben più robusto di quanto ipotizzato dagli osservatori. I redditi personali Usa invece sono cresciuti in dicembre dello 0,4% (in linea con le aspettative), mentre le spese per i consumi sono aumentate nello stesso periodo dello 0,7%, ben più delle attese.

Wall Street ha allungato il passo con il passare delle ore, anche grazie ai buoni risultati aziendali di Exxon Mobil, che ha archiviato il quarto trimestre 2010 con un utile netto di 9,25 miliardi di dollari, in netto rialzo dai 6,1 miliardi dello stesso periodo del 2009, mentre ha ignorato le ragioni di cautela del colosso Usa Intel, numero uno mondiale dei semiconduttori, che ha rivisto al ribasso di 300 milioni di dollari le sue stime sul fatturato del primo trimestre, a causa di un errore nel design di uno dei suoi chip.

E ancora gli States hanno fortemente influenzato, a Piazza Affari, l'andamento del titolo Fiat, che nel corso della seduta è passato da un calo di quasi il 3% a un rialzo del 2 per cento, in corrispondenza con i dati della Chrysler, che ha diffuso i conti 2010; a fine seduta Fiat ha guadagnato l'1,5%, mentre Fiat Industrial ha lasciato sul terreno lo 0,55% ed Exor ha perso l'1,18 per cento. Bene Enel (+0,61%) e ancor meglio ha fatto la controllata Enel Green Power (+2,01%). Tra i titoli industriali, bene Parmalat, che ha messo a segno un rialzo dell'1,87%. Ha invece perso terreno Fondiaria-Sai (-2,14%), mentre Telecom dopo ampie oscillazioni che l'hanno portata anche in terreno positivo, chiude in calo dell'1,52 per cento.
(31 gennaio 2011)

repubblica.it/

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