Sabato di ribalta mediatica per Berlusconi. Che, in tre interventi a tutto campo, ribadisce la volontà di continuare a governare, attacca l’uso delle intercettazioni e dice parole forti a favore della famiglia tradizionale e contro le unioni gay.
”Finché governeremo noi non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, così come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali”, ha detto il presidente del Consiglio al congresso dei Cristiano riformisti.
Berlusconi è poi tornato ad attaccare l’uso delle intercettazioni da parte della magistratura: “una vergogna per un Paese civile”. Per questo “andremo avanti sulla riforma per le intercettazioni perché non c’è libertà in un Paese in cui appena si alza la cornetta del telefono altre persone ascoltano e dove le persone possono essere manipolate”.
Nel discorso del premier non mancano valutazioni sulla situazione politica in Italia. “Oggi abbiamo una maggioranza meno importante – riconosce – rispetto a prima della diaspora di Fli. Diaspora che però ci ha fatto bene e ci farà bene perché prima Fini ci vietava le riforme”. E poi l’attacco alle opposizioni di sinistra: ”I comunisti di casa nostra erano e rimangono ancora oggi comunisti”, ha attaccato Berlusconi, che ha ricordato il motivo che lo spinse nel 1994 a scendere in campo, vale a dire “impedire che la più atroce ideologia della storia dell’umanità, e cioè il comunismo, prendesse il potere anche in Italia”. Berlusconi ha poi iniziato a leggere il suo discorso della discesa in campo 17 anni fa.
Berlusconi ha annunciato che la squadra di governo si ingrandirà, con l’arrivo di nuovi sottosegretari. Sul rischio che la legislatura finisca in anticipo, ha detto: “Abbiamo il dovere di governare perché andare ora alle elezioni sarebbe qualcosa di molto negativo per il paese”. Parole che riprendono quelle di poche ore prima pronunciate al congresso del Pri, dove il Cavaliere è stato accolto da applausi e fischi, visto che la platea era divisa tra coloro che appoggiano il segretario Francesco Nucara e coloro che invece sostengono Giorgio La Malfa, sospeso dal partito dopo aver votato contro la fiducia al Governo. ”L’Italia non ha bisogno di instabilità e tensioni ma di un processo riformatore fino alla fine della legislatura. Un processo che noi porteremo avanti in coerenza con il mandato elettorale, perché abbiamo una maggioranza forte nei numeri, che ha il diritto e il dovere di realizzare le riforme”, ha detto Berlusconi.
Analogo il messaggio inviato da Berlusconi in occasione della “Prima giornata di riflessione politica per i giovani del Pdl”, che si svolgerà domani a Sorrento: ”Il governo è saldo e continuerà a lavorare per tutta la legislatura, fino al 2013, per completare il programma di riforme che è stato premiato dagli italiani nelle elezione del 2008. La maggioranza – sottolinea il premier – si rafforza giorno dopo giorno mentre le forze di opposizione non hanno leader, programmi, idee. Lo diciamo chiaramente: noi andiamo avanti e vinceremo la sfida della modernizzazione del nostro Paese”.
26 febbraio 2011
ilfattoquotidiano.it/

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