Ha un ristorante: «Chiedevo solo di non litigare tra noi»
LAMPEDUSA - «No, non è che non ci vogghiu dari u nummuru du telefunu di me maritu. Ma è chi Marianu è sciarriatu cu cellulari: u lassa sempri a casa». Per parlare con Mariano Amante allora basta richiamarlo a casa all'ora di pranzo, visto che col cellulare, come dice la moglie, ci ha litigato ("sciarratu").
CHI È- Mariano Amante sembra un moderno Polifemo, a due occhi però. Un «cristianone» che gestisce a Lampedusa il ristorante Delfino Blu. «Il mio ristorante è una grotta - risponde - dove ci dormivano i nostri antenati che quando scappavano dai saraceni si rifugiavano lì...». Ma Mariano Amante è anche quell'omone che si vede in un video, con giaccone giallo e occhiali, «minacciare» gli anti-berlusconiani poco prima che il premier parlasse in piazza a Lampedusa. Ora il video sta spopolando su Internet: si vede, ma soprattutto si sente, Mariano dire ai manifestanti: «Berlusconi ci sta sabannu u culu. Succede la fine del mondo... se non livati sti cattelli v'ammazzamu comu cani. Velo giuro. Fa cuntu chi 'sta telecamera ta fazzu manciari» (Berlusconi ci sta salvando il c... Se non togliete questi cartelli "vi ammazzo" come cani. Ve lo giuro. Fai conto che questa telecamera ora te la faccio mangiare).
Mariano Amante nel suo ristorante a Lampedusa
«V'ammazzamu? Jò dissi "c'ammazzamu" comu cani. Ci ammazziamo» giura Mariano Amante al telefono. «Un siciliano lo capisce. Un milanese no».
La differenza è la particella: non «vi» ma «ci». Come dire: ci ammazziamo, cioè finisce che litighiamo tra noi lampedusani?
«Proprio così. Lo giuro. Tra l'altro ce l'avevo con un mio fraterno amico comunista. Si chiama Paolo. Lui è un "no global" che voleva esporre un cartello».
E cosa c'era scritto?
«Non portate Berlusconi alla Nato perché ci sono minorenni».
Lei ha amici comunisti dunque, non è fascista come scrivono sulla Rete?
«Ma quannu mai... Jò non sugnu né di destra né di sinistra. Lo giuro. Sono una persona pulita. Guardi, io ho solo la terza elementare. Sugnu 'na capra. Di politica non m'interessa nenti. Vogghiu sulu travagghiari. Lo scriva: voglio solo lavorare. Per pagare le spese sanitarie di mio figlio. Salvo è finito sulla sedia a rotelle dopo un incidente in moto a Vicenza. Ora, ragioniamo, una volta che viene un politico a Lampedusa, dove mai nessuno ha messo piede, non lo lasciamo neanche parlare? Prima gli facciamo dire quello che vuole dire, poi nel caso lo critichiamo. Che viene Berlusconi, che viene Bersani era uguale».
Lei crede a quello che ha detto Berlusconi?
«Col cuore in mano: ci credo e non ci credo. Intanto le navi sono arrivate. Ora videmu u restu».
Quindi lei non è di centrodestra. Ha votato la Maraventano (Lega)?
«Io la Maraventano? Ma se l'ho fischiata. In vita mia ho votato solo una volta: Giusy Nicolini ed era comunista di Lampedusa».
Su Internet scrivono che lei non rilascia ricevute fiscali e che nel suo ristorante fa porzioni troppo piccole...
«Delinquenti... Ma lei ha mangiato da me, è venuto nella mia grotta, al Delfino Blu, no? Come l'ho trattata?»
Il miglior piatto di pesce del mondo: un primo con ragù di triglia e mollica gratinata. Ma forse perché sapeva che ero un giornalista?
«Non è così. Iò sugnu nu bravu cristianu. Penso solo a travagghiari».
Sul Web le contestazioni a Mariano si sprecano. Un blogger racconta che nel Natale del 2004 Amante era, assieme ad altri quattro amici, in vacanza a Phuket, paradiso delle immersioni, e che con loro fu sorpreso dallo tsunami.
Vi salvaste per miracolo nuotando tra i cadaveri.
«Ma quannu mai. Se non ho nemmeno il passaporto... Per me su Internet possono scrivere qualsiasi cosa, non me ne frega niente».
C'è scritto anche che lei gli immigrati non li aveva mai visti a Lampedusa e che erano tutte storie raccontate dai giornalisti che facevano male al turismo. Ora che pensa degli immigrati?
«Ma porca... (e lancia un'imprecazione, ndr), è da due mesi che ci fanno vivere nella piscia e nella cacca. Eppure gli diamo le sigarette, li aiutiamo. Eppure hanno scassato tutto. Siamo più di diecimila persone nell'isola. Anche la polizia ha paura. Siamo chiusi in casa perché abbiamo viviamo nella paura chi ni 'ntrasunu intra, che ci entrano in casa. Siamo blindati. Ci hanno portato via la tranquillità familiare. Ma che vita è? Comu è travagghiari jò, come devo lavorare io?».
Quindi lei non chiede scusa ai manifestanti?
«E di cosa? A me interessa solo lavorare. Voglio solo che Berlusconi m'abbassa le tasse. Ho speso 350mila euro per curare mio figlio, nessuno mi ha mai rimborsato i viaggi. Questo mi fa rabbia. E ora aspetto giustizia da sette anni. Io parlavo gentilmente con il mio amico Paolo, che è pronto a testimoniare, e per evitare guai tra noi lampedusani gli chiedevo di togliere quei cartelli. Come si chiama lei? Metta una parola buona».
02 aprile 2011
corriere.it//minacce-lampedusa.
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