sabato 26 novembre 2011

Requiem per l'euro

Crisi, le banche Usa hanno già un piano in caso di crollo della moneta unica.

Mercoledì 23 lo scontro tra José Barroso e Angela Merkel sugli eurobond, giovedì 24 il declassamento di Portogallo e Ungheria, nonché il fallimento del vertice di Strasburgo, venerdì 25 il downgrade del Belgio e il record del rischio sui Btp a due anni italiani.

«La crisi finanziaria dell'Eurozona è entrata in una fase ben più pericolosa», hanno scritto gli analisti di banca Nomura. «A meno che la Banca centrale europea intervenga per aiutare dove i politici hanno fallito», hanno osservato, «un collasso dell'euro al momento sembra più probabile che possibile».

LE BANCHE EUROPEE SENZA PIANO B.
E a prevedere la disfatta non sono solo i giapponesi. Il New York Times ha rivelato che i più importanti istituti di credito hanno già nel cassetto il piano B. Titolo: crollo dell'euro. Da Merrill Lynch a Barclays Capital, da Citigroup a Royal Bank of Scotland, i pilastri del sistema creditizio si stanno preparando al peggio.

Le banche francesi e italiane, invece, sembrano mostrare un tenace ottimismo: «Non abbiamo rivisto i nostri scenari», ha dichiarato al quotidiano americano Andrea Beltratti, presidente del consiglio di amministrazione di Intesa San Paolo. I miscredenti però sono in casa. Secondo il Nyt, Tui, gigante del turismo tedesco, ha di recente spedito una lettera alle catene alberghiere della Grecia chiedendo che i contratti vengano rinegoziati per tutelarli da eventuali perdite se Atene uscisse dalla moneta unica. Euro? Pagate in dracme, danke.
Sabato, 26 Novembre 2011

lettera43.it/merrill-lynch-barclays-citigroup--valutano-la-rottura-dell-eurozona

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