Prima udienza senza Berlusconi
04 aprile 2011
Il legale della giovane marocchina, parte offesa dal reato di favoreggiamento della prostituzione minorile di cui è imputato il premier, scioglierà la riserva domani pomeriggio. Non si costituiranno i funzionari della Questura e il ministero dell'Interno, parti lese dalla presunta concussione del presidente del Consiglio. Media da tutto il mondo, ma la Procura generale dice no a flash e telecamere
Karima El Mahroug, la giovane marocchina ormai universalmente nota come Ruby, sarebbe pronta a costituirsi parte civile nel processo che inizierà mercoledì a Milano e che vede imputato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con le accuse di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. La minore è proprio Ruby, non ancora diciottenne quando, secondo l'accusa, prese parte alle serate organizzate in casa del premier. Ruby è ritenuta parte offesa. Non si costituiranno invece i funzionari della Questura e il ministero dell'Interno, le persone offese dalla presunta concussione di cui il Cavaliere è accusato per la telefonata con cui la notte tra il 27 e il 28 maggio dello scorso anno ottenne il rilascio di Ruby e il suo affidamento alla consigliera regionale Nicole Minetti.
L'avvocato della ragazza, Paola Boccardi, fa sapere che sull'ipotesi di costituzione di Ruby come parte civile la decisione verrà presa soltanto domani nel tardo pomeriggio, durante un colloquio tra la legale e la sua assistita, e verrà formalizzata in aula mercoledì, alla prima udienza.
Quanto a Berlusconi, mercoledì in tribunale "sicuramente non ci sarà", spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Forse non ci saranno nemmeno i legali del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, impegnati alla Camera. L'udienza sarà di smistamento, utile per rinviare il processo ad altra data, probabilmente tra fine maggio e inizio giugno. Questo a meno di colpi di scena, come eventuali istanze della difesa per chiedere la sospensione del processo per il conflitto di attribuzione, su cui la Camera si esprimerà domani.
Un'udienza, la prima del processo "Ruby" che molto probabilmente si celebrerà al riparo dai flash dei fotografi e dagli obiettivi delle telecamere. Domani si dovrebbe sapere definitivamente che ne sarà delle richieste di accredito presentate da network televisivi e fotografi di mezzo mondo, per riprendere il processo dell'anno. Sono 111 le richieste avanzate dalle varie testate giornalistiche, tra cui tv francesi, inglesi, svizzere, austriache, tedesche, statunitensi e poi anche una australiana e un'altra brasiliana. Più una giornalista cinese. Pare che le tv estere abbiano già pagato la tassa per l'occupazione di suolo pubblico per mettere le loro 'fly' in corso di Porta Vittoria, fuori dal Tribunale.
La Procura generale non ha cambiato la sua linea: divieto d'accesso al Palazzo di Giustizia per fotografi e cameramen per "ragioni di sicurezza". I cronisti potranno entrare nell'aula solo coi taccuini e i registratori audio. Da quanto si è saputo, il presidente del collegio Giulia Turri incontrerà domani i vertici della Procura generale per arrivare a una mediazione in nome del diritto di cronaca.
repubblica.it/ruby_pronta_a_costituirsi_parte_civile
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