Come ormai si vede da anni, quando scatta un allarme che riguarda la salute, qualunque esso sia, c'è la corsa ai farmaci per antagonizzare gli effetti che si possono produrre.
Non si sottrae a tale legge nemmeno la contaminazione radioattiva della centrale nucleare di Fukushima.
L'antidoto alle radiazioni si chiama ioduro di potassio e sta già scomparendo dai circuiti distributivi a detta degli stessi produttori, l'Anbex, l'americana Fleming Pharmaceuticals e la svedese Recipharm.
A cosa serve lo ioduro di potassio?
A ridurre l'assorbimento di radiazioni da parte della tiroide, uno degli organi maggiormente esposti al rischio nucleare immediato. E questo vale soprattutto per i bambini.
Secondo l'OMS andrebbe assunto poco prima o subito dopo la fuoriuscita radioattiva.
Ma l'accaparramento, in particolare da parte degli americani, è ingiustificato per vari motivi:
attualmente è difficile che la nube tossica possa raggiungere gli USA, data la distanza tra i due paesi anche se i venti la spingessero in quella direzione. Lo dice la U.S. Nuclear Regulatory Commission; il trattamento preventivo non serve secondo Richard Zane, condirettore della medicina d'urgenza del Brigham and Women's Hospital di Boston; le scorte personali sono inutili perchè ogni area vicino ad una centrale nucleare ha già riserve terapeutiche di emergenza; ultimo, ma non da meno, è che così facendo si riduce la disponibilità del farmaco per altre patologie, quali ad esempio quelle polmonari dove funziona come mucolitico o, in alcuni tumori, dove è usato per ridurre le dimensioni della tiroide prima dell'asportazione chirurgica o in malattie autoimmuni che causano un'eccessiva produzione di ormoni tiroidei.
Allarmi e allarmismi sono due parrocchie totalmente diverse!
Certo è che le ultime notizie parlano di rischio di morte per molti cittadini giapponesi ed allora sì che le scorte di ioduro andrebbero convogliate molto rapidamente in quella disgraziata nazione.
18/03/2011
ilserpentedigaleno.blogosfere.it/

Nessun commento:
Posta un commento