sabato 19 marzo 2011

Libia/ CACCIA FRANCESI SU BENGASI CONTO ALLA ROVESCIA PER RAID

(AGI) - Parigi, 19 mar. - Caccia bombardieri francesi Rafale sono sui cieli di Bengasi per ostacolare i movimenti delle truppe del Colonnello Muammar Gheddafi. Lo riferisce la tv francese Bfm e lo confermano fonti militari di Parigi.
Secondo la stessa fonte, i Rafale sono al momento impegnati in una missione di ricognizione "sull'intero territorio libico". Il tipo di missione non e' vincolante. I Rafale, della Dassault, sono caccia bombardieri armati di ultima generazione, cui basta il via libera del comando per passare all'azione e iniziare i bombardamenti.

Ma Muammar Gheddafi ha deciso di portare fino in fondo la sfida alla comunita' internazionale: le sue truppe hanno sferrato nella notte un'offensiva su Bengasi e questa mattina sono entrate con i carri armati nella roccaforte dei ribelli.
In citta' e' in corso una furiosa battaglia, con le forze di Tripoli che continuano a martellare i quartieri centrali. Un primo bilancio parla di 26 morti e 40 feriti. Un Mig-23, risultato poi essere dei ribelli, e' stato abbattuto dalle forze di Gheddafi mentre sorvolava la citta', il pilota si e' salvato.


Il Colonnello ha quindi ignorato il cessate il fuoco che il suo regime si era impegnato a rispettare dopo la risoluzione di giovedi' del Consiglio di sicurezza dell'Onu per accelerare l'avanzata prima del summit di questo pomeriggio a Parigi in cui saranno le decise le modalita' per un intervento militare internazionale. "E' chiaro che ci dobbiamo muovere rapidamente", ha sottolineato una fonte del governo francese.


Gheddafi ha minacciato attraverso un portavoce Francia e Gran Bretagna: "Se intervenite nel nostro Paese ve ne pentirete, ho tutti i libici dalla mia parte, sono pronti a morire per me, uomini donne e bambini". L'attacco sul capoluogo della Cirenaica e' iniziato intorno alle due di notte e da quel momento i combattimenti sono proseguiti ininterrottamente, con colpi di mortaio, lanci di razzi katiuscia e scambi di colpi di mitragliatrice.
All'alba ci sono stati almeno due raid aerei a distanza di 20 minuti con bombardamenti di zone attorno alla citta'. Un terzo bombardamento e' avvenuto un'ora dopo. Colpite la strada per l'aeroporto e il quartiere di Abu Hadi. Oltre all'avanzata da ovest, ci sono anche voci di un attacco via mare e da sud, al momento impossibili da confermare.
Testimoni hanno riferito di una jeep che sarebbe riuscita e entrare nei quartieri ovest di Bengasi con a bordo due mercenari di Gheddafi che hanno lanciato granate prima di essere uccisi dai ribelli. Dai documenti e' risultato che i due, in abiti civili, erano nigeriani.

NAPOLITANO "ITALIA FARA' QUELLO CHE E' NECESSARIO"
"Faremo quello che e' necessario, anche noi". Cosi' il presidente Giorgio Napolitano, al termine della visita allo stabilimento Pirelli di Settimo Torinese, ha risposto ai giornalisti a proposito della questione libica. "Vedo che qui - ha detto Napolitano riferendosi alla visita appena compiuta - si lavora per la pace e poi altrove facciamo la nostra parte come membro attivo della comunita' internazionale. Interessati - ha proseguito - tutti i paesi che sono nel G8, che sono nell'Organizzazione delle Nazioni Unite ad affermare dei principi e ad esigere il rispetto dei valori fondamentali come sono i diritti umani e le aspirazioni di liberta' e giustizia sociale, oggi, in modo particolare, nel mondo arabo. E faremo - ha concluso il capo dello Stato - quello che e' necessario anche noi" .

agi.it/jet francesi sopra bengasi

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